IL FILM

Benvenuto in Germania! è un esilarante, satirica e politicamente scorretta commedia del regista tedesco Simon Verhoeven. Uscito in Germania nel novembre 2016, il film è stato un successo nazionale con quasi 4 milioni di spettatori e oltre 28 milioni di Euro di Box Office, diventando il primo film di produzione cinematografica tedesca visto nel 2016 e il settimo film più visto dell’anno in Germania.

Definito dal tabloid Abendzeitung “la migliore commedia tedesca dell’anno”, il film racconta la storia di una benestante famiglia tedesca che accoglie nella sua casa un rifugiato, affrontando così con una spensierata leggerezza il tema dell’immigrazione in Germania. Guarda il trailer!

Sinossi


Angelika, una professoressa da poco in pensione, decide, contro il parere dello scettico marito Richard, di ospitare a casa un rifugiato. Così il giovane nigeriano Diallo si trasferisce nella famiglia Hartmanns. Da qui nascono una serie di vicende, complicazioni e momenti esilaranti: il trambusto non solo stravolge la vita dei due, ma anche quella dei figli Philip e Sophie, ormai adulti. La sopravvivenza del loro matrimonio e le possibilità di integrazione di Diallo sono messe a dura prova. Nonostante il caos, resta la speranza che la famiglia ritroverà la sua stabilità, tranquillità e pace come il resto della Germania.

Il regista


Simon Verhoeven nasce a Monaco in Germania nel 1972. Già durante gli anni di scuola acquisisce numerose esperienze come operatore video. Alla giovane età di 13 anni scrive la sua prima opera teatrale eseguita dal suo club di recitazione scolastico. Al termine del liceo trascorre un anno al Lee Strasberg Theatre Institute di New York, per poi laurearsi alla Tisch School of the Arts della New York University. Verhoeven finanzia i suoi studi dirigendo video musicali e lavorando come attore in film quali Vino Santo di Xaver Schwarzenberger (1998), Zerbrechliche Zeugin di Ben Verbong (2000) e Sposa del vento diretto dal premio Oscar Bruce Beresford (2001). Nice meet you, il suo primo cortometraggio, vince il Lew Wasserman Award in un festival che coinvolge le scuole cinematografiche americane. 

Dopo diversi anni di esperienza il regista tedesco dirige nel 2001 il suo primo lungometraggio 100 Pro con Ken Duken, commedia satirica che il giornale Süddeutsche Zeitung definisce di grande ispirazione per le generazioni successive. Otto anni dopo arriva il primo grande successo: Men in the City, film che racconta la vita di cinque berlinesi, riceve il premio Jupiter 2010 come miglior film e il Bavarian Film Award per la migliore sceneggiatura. Due anni dopo scrive e dirige il sequel Men in the city 2, che si aggiudica il premio Bambi. Nel 2015 il filmmaker bavarese si apre a un genere completamente diverso e realizza Unfriend, un thriller horror ambientato nel cyberspazio e interpretato da un cast internazionale. Con Benvenuto in Germania! si aggiudica nel 2017 il Bambi, il Bavarian Film Award e al Munich Film Festival vince il German Cinema Award for Peace.

Dichiarazioni del regista


Qualche tempo fa un amico giornalista mi disse: "Abbastanza coraggioso da parte tua, fare un film come questo adesso." Era un complimento? Non ne sono veramente sicuro. La verità è che non mi sentivo particolarmente coraggioso quando ho iniziato a sviluppare questo film nella primavera del 2015. Allora era una piccola storia di una famiglia piena di contrasti che decide di accogliere un rifugiato. L'argomento era un po' insolito, ma lo trovavo eccitante e ricco di spunti. Ho pensato che fosse interessante raccontare il contrasto tra una famiglia della classe medio-alta e tutti i suoi problemi con qualcuno proveniente da un ambito culturale completamente diverso, qualcuno che si trova di fronte a problemi totalmente diversi, molto più seri. Da questo sono nate diverse possibilità comiche e altrettante di tipo emotivo. 

Allora non avrei mai immaginato che questo punto di partenza, questa famiglia nucleare, sarebbe stata intesa come una specie di metafora della Germania o che avrebbe potuto essere vista come una sorta di satira sociale. Poi è arrivato il settembre 2015. All'improvviso questo era l'unico argomento. All'improvviso il mio film sembrava assurdamente attuale. All'improvviso ogni discussione familiare sembrava altamente esplosiva. E ho trovato questo microcosmo della vita familiare più eccitante che mai.

Nella mia scrittura, come nella mia regia, tendo ad affrontare le cose in modo giocoso, rilassato e politicamente scorretto e ho cercato, fino alla fine, di far confluire nel mio lavoro i riferimenti agli eventi attuali. Non ho preso nulla sul serio dal momento che nessun film, tantomeno una commedia, può soddisfare ogni sensibilità politica e prendere in considerazione ogni punto di vista sulla questione dei profughi. Nessun film potrebbe rendere giustizia ad un tema tanto vasto.  Alla fine il mio film è contraddittorio quanto quello che ho sperimentato nelle mie discussioni con i rifugiati, i direttori dei centri di rifugiati, gli avvocati e le famiglie sull'integrazione quotidiana.

Ammetto che sono sempre stato sorpreso dall'umorismo con cui molti rifugiati vedono la propria situazione. Alcune di queste esperienze sono confluite nel personaggio di Diallo e non posso che ringraziare il mio attore Eric Kabongo per tutta la passione che ha messo nel suo ruolo. Se qualcuno è stato coraggioso, questo era lui. 

Personalmente, la vedo così: la situazione è confusa e complessa. Il mio film non è certo una favola, né una commedia cinica e anti yes we can, anche se alcune persone forse desiderano questo ritratto in bianco e nero. La Germania, così come l'Europa, è nel mezzo di una trasformazione drastica mai vissuta fino ad ora. Le persone stanno discutendo animatamente, adeguando e rivedendo prospettive e punti di vista. E questa confusione, questa incertezza, questa volatilità sono terreno fertile per la commedia.

Benvenuto in Germania!  è prima di tutto semplicemente una commedia. Non può né vuole offrire serie soluzioni politiche. Nondimeno mi auguro che il film possa contribuire un po' a cambiare le cose, divenendo spunto di riflessione sul tema. Se ho un messaggio personale, allora è solo la speranza che la famiglia Hartmann - proprio come l'intero paese o forse anche tutto il nostro continente - possa ritrovare la sua pace e la sua solidarietà, nonostante le crisi e i conflitti che caratterizzano la nostra epoca. 

Premi e riconoscimenti


  • Vincitore Bambi Awards 2017, Miglior film nazionale
  • Vincitore Bavarian Film Awards 2017, Premio del Pubblico come miglior film
  • Vincitore Bavarian Film Awards 2017, Bavarian Film Award come miglior produzione
  • Vincitore German Film Awards 2017, Film di maggior incasso dell'anno
  • Vincitore Munich Film Festival 2017, Miglior regista tedesco
  • Vincitore Stony Brook Film Festival, Opening nmight film award
  • Nomination European Film Awards 2017, Miglior commedia europea
  • Nomination German Film Awards 2017, Miglior lungometraggio
  • Nomination German Film Critics Association Awards 2017, Miglior attore - Eric Kabongo
  • Nomination Jupiter Award 2017, Miglior film tedesco

Benvenuto in Germania - Film


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Benvenuto in Germania! è un'esilarante e satirica commedia del regista tedesco Simon Verhoeven, campione d'incassi in Germania. Al cinema.

 




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